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giovedì 10 dicembre 2015

SEO e PPC: soldi bruciati senza una esperienza di navigazione personaliizzata


Immaginate di essere attratti in un luogo da indicazioni e segnali tempestivi e pertinenti, segnali che
dimostrano un certo grado di conoscenza delle vostre attuali esigenze.
Ovunque vi giriate, ovunque navighiate, ci sara sempre un banner che vi offre una soluzione in linea con le vostre piu recenti ricerche.
E se alla fine, dopo tutti questi inviti, decideste di seguirne uno e di cliccare su un banner, cosa vi aspettereste ?

Vi aspettereste, una volta atterrati la dove si voleva farvi atterrare, di trovare un ambiente che non comprendete, che a prima vista sembra offrirvi soluzioni che non vi servono e che nemmeno vi interessano ? Un ambente che ha dimenticato chi siete e cosa state cercando ?

Probabilmente, visto che per uscire da un ambiente web basta un click, dopo qualche secondo di perplessità concludereste di star perdendo il vostro tempo e quel click di uscita lo fareste. Anzi lo avrete gia fatto mille volte.

L'impatto di una esperienza di navigazione non ottimizzata è spesso sottovalutato. Tuttavia sono disponibili alcuni studi che dimostrano quanto questo fattore possa incidere sul profittoin termini di sonanti unità di percentuale. Il più famoso di questi studi è forse quello di amazon, che dimostrò che ogni 100 millisecondi di ritardo nella visualizzazione del proprio sito aveva un impatto dell'1% sui profitti.

Investire soldi in SEO o in PPC senza parallelamente operare una corrispondente ottimizzazione della esperienza di navigazione sul sito di destinazione, è un sostanziale spreco di denaro, perché non permette di cogliere appieno i vantaggi derivanti dall'incremento di traffco sul sito stesso: è oramai indispensabile infatti che l'accoglienza dell'utente sia adeguata ai più alti standard qualitativi, che richiedono un comportamento diverso a seconda che il visitatore sia nuovo piuttosto che vecchio, che abbia già acquistato oppure no, che sia un visitatore frequente o meno, ecc.ecc.
E se il visitatore è un visitatore che ha già acquistato, è indispensabile che siano messi in evidenza i prodotti correlati, o quelli eventualmente già ricercati le volte scorse (avete presente amazon ?).
Se poi il sistema è in grado di correlare il visitatore ad un utente già presente nel CRM e del quale si conosce, per esempio, i contatti telefonici o l'email, si può utilizzare questa informazione per effettuare una operazione di retargeting push, per cercare di non perdere l'opportunità.

I sistemi a supporto della personalizzazione della esperienza di navigazione possono essere dei validi alleati nella definizione dei meccanismi e dei criteri di ingaggio del visitatore, perche' permettono all'utente di prescindere dai dettagli tecnologici e di concentrarsi sul processo da mettere in piedi.
Questa semplificazione è cruciale soprattutto nelle fasi iniziali del processo di definizione, quando si effettua il tuning delle diverse esperienze di navigazione sulla base dei risultati ottenuti sul campo. Ma ovviamente continua ad essere utile anche nelle fasi successive dal momento che si puo supporre che questo processo di miglioramento della esperienza sia in realta una attività costante.

Ed ecco perché per ogni euro di budget speso per incrementare il traffico sul sito, occorrerebbe un altro euro per l'ottimizzazione nella esperienza di navigazione.

sabato 3 maggio 2014

10 motivi per un check-up al vostro marketing

I limiti più comuni nella gestione della relazione con i clienti

Quali sono i limiti più comuni che si possono incontrare nella gestione di un programma di loyalty ? I limiti possono essere di varia natura, e possono essere legati alla difficoltà di produrre contenuti, alla complessità di integrare informazioni sparse all'interno di diversi sistemi, o allo sforzo necessario per automatizzare alcuni meccanismi di interazione senza che questo si traduca in una perdita del controllo del volume e della quantità di comunicazioni.
Ma fermo restando che nessuno è perfetto, quello che ci dovremmo chiedere è: quanto costa superare questi problemi ?

Veniamo allora ai 10 indizi che ci indicano la necessità di un check-up:

    1. Quando un cliente si sottoscrive, o attiva la sua sottoscrizione, riceve un "Grazie per esserti sottoscritto". E poi più niente per alcuni giorni. Se non si coglie l'occasione di interagire immediatamente con un cliente che ha così esplicitamente dimostrato la sua buona disposizione nei nostri confronti (attraverso la sottoscrizione), non solo perdiamo un'ottima occasione per approfondire la sua conoscenza, ma addirittura rischiamo di deluderlo.

    2. Continuate a chiedere ai vostri sottoscrittori l'autorizzazione a ricevere le newsletter e a collezionare i suoi dati, invece di chiedergli prima di tutto se è interessato a dialogare con voi, ad entrare nella vostra community e a vivere una brand experience personalizzata.

    3. Siete voi a decidere quando comunicare al cliente e non siete in grado di dare risposte pertinenti quando invece è il cliente che vorrebbe comunicare con voi.
In pratica non siete in grado di sostenere dialoghi contestualizzati multicanale con i vostri clienti.

    4. Le vostre comunicazioni sono sostanzialmente uguali per tutti, perchè non sapete quali sono gli interessi dei singoli clienti, e se anche lo sapeste non sareste in grado di gestire una comunicazione personalizzata: per questo motivo scegliete di mantenere una frequenza bassa di invio, come se un "basso disturbo" potesse sopperire ad una "scarsa rilevanza".

    5. Non sapete quanti e quali dei vostri sottoscrittori utilizzano i social network, e tanto meno qual'è il loro seguito all'interno della loro sfera di contatti.

    6. Non sapete identificare quali, tra i visitatori del vostro sito, è già vostro cliente (a meno che non entri nella sua area riservata). Quindi non siete in grado ne di proporre contenuti personalizzati sulla base delle informazioni in vostro possesso, ne siete in grado di ricollegare il comportamento on line al suo profilo.

    7. Se un socio abbandona il carrello del vostro e-commerce, l'unica possibilità di provare a ricontattarlo è attraverso il retargeting passivo (spendendo soldi per comprare banner sul web, magari pagando care le impression per uno che risulta caldo semplicemente perchè è vostro socio). Eppure voi possedete canali di contatto alternativi.

    8. Non sapete quanta e quale della vostra spesa in digital advertising vi procura visitatori che sono già vostri soci.

    9. Non sapete quali sono i canali preferiti da ciascuno dei vostri soci, ed anche se lo sapeste non sareste in grado di tenerne conto nelle vostre iniziative.

    10. Se vengo nel vostro negozio, ed uso la vostra App per informarmi sulle offerte, voi non lo sapete. E soprattutto non lo sapete mentre sono li. E se anche lo sapeste non sareste in grado di approfittarne (comunicandomi offerte mirate attraverso i canali mobile).

E allora, quanto costa superare questi problemi ? E quanto costa, invece non superarli ?

martedì 21 gennaio 2014

Riconoscere i visitatori del proprio eCommerce per moltiplicare la conversione.

Dalla Web Analytics alla Visitors Analytics : dall'attesa alla presa.


Cosa accade quando cerchiamo informazioni relativamente ad un determinato prodotto in rete ?
Spesso nella ricerca sul web si consultano fonti note, e fonti nuove.

Se per esempio si deve cambiare il cellulare, si può decidere di trovare informazioni su google, e poi magari cercarlo sui siti dei retailer conosciuti, per verificarne la disponibilità. O viceversa.

 

Io ho fatto così. E dopo aver individuato un determinato prodotto, sono andato a cercare il prodotto anche sul sito di retailer conosciuti, per alcuni dei quali posseggo la loyalty card e leggo le loro newsletter.

Sia detto per inciso, tra l'altro ho visto con molto favore la recente iniziativa di uno di essi, con il push quotidiano di offerte email. Molto bravi rispetto alla media. Ma poi ho avuto un'idea: vuoi scommettere che non mi hanno riconosciuto come visitatore ? E che quindi non hanno un meccanismo automatico di retargeting ?

E allora ho abbandonato il carrello, per fare un test, e rimango in attesa. Come prospect sono caldo. Sono così caldo che qualcuno si è già mosso: websense inizia a propormi l'articolo che ho cercato su google, da altri retailer, negli appositi spazi delle pagine che visito.

Io aspetto, fiducioso, un'offerta push anche per email. Ma ovviamente l'offerta dovrà arrivare entro oggi o domani, altrimenti l'opportunità rischia di sfumare.
Chissà, magari potrebbe essere una offerta (automatica) specificamente mirata su di me, tipo: Maurizio, solo per oggi xxxx a soli yyyy euro ! Clicca qui per usufruire dell'offerta !

Per adesso il mio vecchio cellulare regge. Ma quanto potrò aspettare ?

lunedì 24 gennaio 2011

Commercio elettronico e marketing interattivo

Ovvero: Sostenere l'eCommerce con il marketing interattivo


Recentemente ho avuto modo di osservare il varo di 2 iniziative di eCommerce nel campo della moda: due iniziative di due diversi brand che hanno creato il loro sito di commercio elettronico, e lo hanno pubblicizzato con una campagna stampa. In un caso ho ricevuto la newsletter che annunciava l'apertura del sito (nell'altro caso no, ma solo perchè non ero sottoscritto).
Mi ci tuffo. Vediamolo. Raggiungo il sito, mi iscrivo, navigo, cerco una cintura. Non la compro.
Aspetto. Passano i giorni. Non succede niente.

Perchè non ricevo una mail con una gamma di cinture "simili" per prezzo a quella ricercata ?

E qui stà il punto. Nessuna c'è evidentemente nessuna funzionalità a sostegno di questa iniziativa, nessun follow-up mirato e personalizzato per me. Neanche le iniziative di base che, è dimostrato, moltiplicano il tasso di conversione. Abbiamo soltanto un bel sito, costruito e funzionante come i migliori siti. Di dieci anni fà.

Mi auguro che in futuro queste iniziative trovino il loro sostegno con gli appropriati meccanismi di retargeting e di comunicazione, e che tutto sommato l'assenza di questo sostegno sia dovuto solo alla esigenza di accelerare il varo della iniziativa stessa. Staremo a vedere. Altrimenti sarebbe come costruire un areoporto modernissimo, senza collegarlo alla viabilità circostante, sarebbe come condannarlo alla fine nel giorno stesso della nascita.